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Guida

Come dividere le spese di viaggio senza litigare.

La regola è una: chi anticipa segna subito la spesa e chi c'era, e nessuno restituisce niente durante il viaggio. Alla fine si guarda chi deve a chi e si fanno solo i passaggi di denaro necessari. Tutto il resto — chi ha pagato il taxi, chi non c'era a cena — è dettaglio che l'app tiene per te.

I quattro passi

  1. Un posto solo per i conti. Deciso prima di partire: un'app, non tre chat e un foglio. Se le spese finiscono in due posti diversi, il conto non torna mai.
  2. Chi anticipa segna, subito. Al banco, mentre il caffè arriva: importo, chi c'era, fine. Se lo rimandi a stasera te ne dimentichi metà, ed è lì che nascono le discussioni.
  3. Nessuno restituisce niente durante il viaggio. È la parte controintuitiva: dare 7 euro a Marco stasera e 12 a Giulia domani moltiplica i passaggi e gli errori. Si lascia correre e si tiene il conto.
  4. Alla fine si pareggia una volta. Si guarda chi deve a chi e si fanno i bonifici minimi. Se il gruppo è di sei persone, spesso bastano due o tre movimenti.

I quattro modi di dividere una spesa

Il novanta per cento delle volte serve il primo. Gli altri tre esistono per le sere in cui la realtà è più complicata del previsto.

In parti uguali, ma solo fra chi c'era

La cena erano in sei, ma due erano già andati a dormire: si divide fra quattro. È il caso più frequente e la trappola più comune, perché dividere su tutto il gruppo sembra più semplice e invece è semplicemente sbagliato.

Per importi esatti

Al ristorante uno ha preso il menù degustazione e gli altri una pizza. Si scrive quanto tocca a ciascuno: la somma deve fare il totale, e se manca qualcosa l'app deve dirtelo prima di salvare, non dopo.

Per quote

Due camere doppie e una singola: la doppia vale due quote, la singola una. È il modo giusto per gli affitti e per le case in condivisione, dove le persone non pesano tutte uguale.

Per percentuali

Chi guadagna il doppio mette il doppio, oppure una coppia divide 70/30. Serve raramente ma quando serve non c'è alternativa.

Il centesimo che non torna

Dieci euro in tre. La risposta istintiva è 3,33 a testa — e sono 9,99. Manca un centesimo, e chi tiene i conti a mano lo perde o lo regala.

10,00 € in tre
sbagliato: 3,33 + 3,33 + 3,33 = 9,99
giusto: 3,34 + 3,33 + 3,33 = 10,00

La divisione giusta assegna il centesimo in più a qualcuno. Il punto delicato è a chi: se è sempre la stessa persona, su un viaggio di due settimane quella persona ci perde davvero. Va assegnato a rotazione, spesa per spesa. Mettoio lo fa con il metodo del resto più grande, e la somma delle quote coincide col totale sempre: è verificato da test automatici a ogni modifica del codice, perché un'app di soldi che sbaglia un centesimo perde ogni credibilità.

In coppia è un altro gioco

In due non serve tenere il conto di chi deve a chi: serve una cifra sola, sempre visibile. «Quanto ti devo?» è una domanda che tra due persone non si fa volentieri, quindi la risposta deve stare sullo schermo senza chiederla. E spesso in coppia non si pareggia affatto: si guarda che il saldo resti più o meno intorno allo zero.

La cassa comune: quando conviene

È il metodo più vecchio del mondo: prima di partire ognuno mette cinquanta euro in una busta, e da lì si paga tutto. Funziona bene quando le spese comuni sono tante e piccole — benzina, caffè, biglietti, la spesa al supermercato — perché evita di segnare venti micro-anticipi e poi rincorrersi.

Ha però due difetti, sempre gli stessi. Il primo: nessuno sa più quanto è rimasto dentro, e a metà viaggio si scopre che la busta è vuota. Il secondo: alla fine il resto va ridiviso, e non è detto che tutti avessero versato la stessa cifra.

Se la tieni in un'app invece che in una busta, i due difetti spariscono: il residuo è sempre in vista, una spesa più grande di quel che c'è dentro non si registra proprio, e a fine viaggio quello che avanza torna a chi aveva versato, in proporzione, insieme a tutti gli altri conti. La regola d'oro resta una: la cassa non sostituisce i conti personali. Chi anticipa di tasca sua una cena continua a segnarla come sempre — le due cose convivono nello stesso viaggio.

Tra coinquilini, in casa

Cambia il ritmo: le spese sono ricorrenti (affitto, bollette, spesa grossa) e le persone entrano ed escono. Due accortezze: dividere per quote quando le stanze non sono uguali, e chiudere i conti ogni mese invece di accumulare per un anno — un debito di dodici mesi non lo salda più nessuno con serenità.

Quando siete in valute diverse

Il tasso di cambio va congelato al giorno della spesa, non ricalcolato dopo. Quei 4.500 yen di ramen sono stati 27 euro quel martedì: se il cambio si muove, la cena non deve cambiare prezzo a posteriori. È l'unico modo per cui il conto resta lo stesso anche riaprendolo a settembre.

Come si paga alla fine

La parte che tutti rimandano. Funziona meglio se chi deve dei soldi non deve copiare niente a mano: in Mettoio ognuno mette una volta i suoi recapiti, e chi gli deve qualcosa apre PayPal con l'importo già scritto, oppure copia l'IBAN, oppure inquadra il QR del bonifico con l'app della propria banca. Il rimborso poi si segna nell'app, così il conto si chiude anche lì.

Il prossimo viaggio, senza pensieri sui soldi.

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